Faenza, città sinonimo di ceramica

Scritto il Ott 24, 2014 in Emozioni | 0 commenti

Faenza è in tutto il mondo sinonimo di ceramica. Già cinque secoli fa le manifatture faentine erano diventate un riferimento fondamentale per la produzione ceramica europea ed il termine “faenza – fajence” è in alcune regioni d’Europa utilizzato tuttora come sinonimo di maiolica. La tradizionale ceramica faentina nasce come in ogni altro luogo, dalla necessità di realizzare contenitori per l’acqua e prosegue con il bisogno di creare ciotole, brocche, vasi, ecc. Oltre ai semplici oggetti d’uso, dai forni dei vasi uscivano oggetti creati appositamente per omaggiare i signori del tempo e per ornare le loro case. Alla fortuna della lavorazione della ceramica contribuì notevolmente il fatto che il terreno attorno a Faenza fosse ricco di argille rosse, in particolare ricavate dal letto del fiume Lamone e l’innata fantasia degli artigiani locali fece il resto e cosi già nel Medioevo, Faenza diventò nota oltre i confini della città per la bellezza e la qualità delle sue ceramiche. Grazie ai vari influssi prima orientali poi ispano-moreschi nelle botteghe dei maestri vasai si sviluppò nel ‘400 una serie molto vasta di motivi decorativi. Con una scoperta innovativa che fu l’aggiunta di stagno alla composizione dello smalto, i ceramisti faentini ottennero delle superfici molto bianche e compatte sulle quali i decori risaltavano ancor più. La bellezza dello smalto degli artigiani faentini è ancor più evidente negli oggetti decorati a compendiario con piccoli tocchi e colori chiari appena accennati, che si sviluppò dagli inizi del ‘500; queste ceramiche vennero ovunque conosciute con il termine “Bianchi di Faenza”. In questo periodo alcuni artigiani migrarono poi per andare a lavorare in altre zone d’Italia e d’Europa ed un esempio è dato dai maiolicari che si spostarono al nord dove con la loro arte abbellirono le stufe da riscaldamento del Tirolo e della Svizzera. Nell’ex convento di S. Maglorio ha trovato sede il ricchissimo Museo Internazionale delle Ceramiche (MIC).

IL MUSEO INTERNAZIONALE DELLE CERAMICHE DI FAENZA (MIC)

Il Museo Internazionale delle Ceramiche (MIC) di Faenza è la più grande raccolta tipologica al mondo dedicata alla ceramica. Nelle sue sale è documentata la cultura della ceramica nei cinque continenti attraverso i secoli. Il MIC ospita nei suoi ampi spazi espositivi, a fianco delle opere della produzione italiana ed europea dal Medioevo all’Ottocento, importanti sezioni dedicate all’America precolombiana, alla Grecia classica, all’età romana, al vicino e medio Oriente ed alla ceramica islamica. Spazi specifici sono dedicati alla ceramica dei maggiori artisti del Novecento e della contemporaneità, italiani e stranieri. Il book-shop è fornito di tutte le pubblicazioni curate dal Museo, di un’ampia scelta di libri dedicati alla ceramica e di una selezione di oggetti ceramici prodotti da artigiani locali.

PALAZZO MILZETTI (MUSEO DELL’ETA’ NEOCLASSICA IN ROMAGNA)

Palazzo Milzetti è noto per le decorazioni degli interni ad opera di Felice Giani tra il 1802 ed il 1805. Negli anni ’70 venne trasformato in Museo del Neoclassico. Felice Giani si può considerare uno dei maggiori esponenti del Neoclassicismo italiano, non però di un Neoclassicismo convenzionale e stereotipato, ma estremamente libero e fantasioso. I suoi dipinti mostrano una grande conoscenza della storia e della mitologia aulica in mezzo a cui il pittore si muove con disinvoltura riprendendo e variando innumerevoli volte gli stessi temi. Giani lavorava con un’organizzata bottega che comprendeva ornatisti, stuccatori e mobilieri secondo un’idea globale della decorazione che non tralascia nessun particolare. La tecnica usata per la decorazione dei palazzi è quella a tempera su muro, una pittura veloce e brillante, chiara e luminosa che crea ambienti piacevoli e sereni.

 

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