Mashad, la città santa dell’Iran

Scritto il Ott 24, 2014 in Emozioni | 0 commenti

La grande città di Mashad, capoluogo del Khorasan (la vasta regione nordorientale dell’Iran che in passato includeva anche grandi porzioni degli attuali Turkmenistan, Uzbekistan e Afghanistan), è per gli sciiti il luogo più sacro dell’Iran poiché in questo luogo morì avvelenato nell’anno 817 il loro ottavo iman (l’Imam Reza), sepolto e venerato in una superba moschea dalle cupole rivestite in oro. La prima tomba venne costruita pochi anni dopo la sua morte ma fu con la salita al potere della dinastia Safavide nel XVI° secolo quando l’Islam sciita divenne religione di stato in Persia che Mashad divenne un importante centro di pellegrinaggio. La cupola principale del santuario e i minareti vennero ricoperti di oro e ampie zone tutto intorno vennero demolite per permettere a migliaia di pellegrini di raggiungere il luogo sacro per il pellegrinaggio annuale invece di intraprendere il lungo e rischioso Hajj fino alla Mecca e Medina controllate dai Turchi Ottomani. Mashad continuò ad essere governata dai Safavidi fino al XVIII° secolo quando prese il potere lo Shah Nadir Afshar (1747), sunnita, il quale vi stabilì comunque la sua capitale e ordinò costosi restauri al complesso del santuario dopo le ricche campagne di conquista e saccheggio in India. Quando al potere salì poi la dinastia Qajar l’Islam sciita tornò ad essere la religione di stato della Persia ed iniziò un imponente restauro dell’interno del santuario, le cui superfici vennero estensivamente ricoperte di piastrelle e specchi. Dall’anno della rivoluzione iraniana (1979) la popolazione di Mashad è cresciuta moltissimo e attualmente conta quasi due milioni e mezzo di abitanti. Il santuario è aperto ai fedeli 24 ore su 24, non sono ammesse borse o macchine fotografiche e le donne devono indossare un chador. Dal 1979 sono stati spesi moltissimi soldi per l’ampliamento e la ristrutturazione del grande complesso ed anche la cupola ed i minareti hanno una copertura in oro molto più consistente ed anche la strada principale che passava intorno al santuario ora corre sottoterra. Il santuario occupa uno spazio enorme al centro della città’ (attualmente circa 90 ettari), ci sono 10 grandi cortili esterni per la preghiera e vi lavorano oltre 10.000 persone di cui la maggior parte sono volontari. Ogni anno il santuario dell’imam Reza riceve circa 14-15 milioni di pellegrini. Grandi spazi, gru al lavoro, i minareti e la cupola sul mausoleo ricoperti d’oro, molte donne in chador nero, le vaste superfici ricoperte di ceramiche colorate con i classici motivi dell’Islam: è un luogo davvero notevole e poco conosciuto al di fuori dell’Iran. E’ molto piacevole passeggiare attorno all’enorme complesso dove si incontrano sempre pellegrini e fedeli in preghiera o in movimento ed è molto bello o sostare in qualche cortile, il più bello è senz’altro quello di Al-Quds con al centro una piccola replica della cupola della roccia di Gerusalemme (il terzo luogo più sacro al mondo per i musulmani dopo La Mecca e Medina) e da dove si ammira la raffinata e armoniosa cupola piastrellata in verde della moschea fatta edificare da una delle mogli del figlio di Tamerlano. Anche la visita del Museo centrale, all’interno del complesso, è molto interessante, con splendidi oggetti tra cui un paio di mirab in ceramica molto raffinati e un paio di antiche porte lavorate in modo pregevole. L’accesso alle zone più sacre è proibito ai non musulmani anche se andando da soli, in particolare di sera, a volte è possibile riuscire a confondersi in mezzo ai fedeli ed entrare nel cortile della grande moschea per ammirare le stupende decorazioni in ceramica e perfino accedere alla sala più interna e sacra dove si trova la tomba dell’ottavo imam protetta da una griglia e sempre affollata di fedeli e pellegrini che pregano e che si protendono per toccare con la mano il santuario. Si percepisce senza difficoltà quanta forza possa avere la fede e può essere emozionante, perfino toccante, realizzare quanta importanza possa avere per un fedele arrivare in questo luogo. La visita del santuario vale davvero il viaggio a Mashad. Oltre al santuario a Mashad c’è un bazar coperto e ben tenuto e ci sono anche molti negozi lungo le grandi strade che portano al santuario dove comprare un pò di tutto, in particolare zafferano e turchese (proveniente dalle rinomate miniere di Nishapur, a 200 km di ditanza). Mashad è una città lontana dalle grandi rotte turistiche anche per il fatto che si trova a 800 km da Teheran e a ridosso del confine con l’Afghanistan (poco più’ di 250 km). Non si trovano libri ne’ cartoline e neppure negozi di tappeti o di antichità’. La grande e principale attrazione attrazione è il santuario con la sua cupola e i suoi minareti dorati.

 

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